Calabria 2023

Il tempo degli incontri..

Mentre il mondo va di fretta, noi abbiamo voluto fermarci, prendere una boccata d’aria fresca e soffermarci sulle piccole cose, quelle belle che non puoi fare a meno di condividere.
Insieme agli amici di Bullone Fondazione  abbiamo scoperto luoghi nuovi, storie incredibili e toccato con mano l’accoglienza degli abitanti di Serra San Bruno.
Ma soprattutto ci siamo riscoperti, sia come singoli, sia come membri di un gruppo.

Il tempo della storia e delle tradizioni..

@bruno.tripodi.reporter ci ha accompagnato  alla scoperta delle carbonaie, una particolare forma di prendersi cura, caratterizzata da passione e sacrificio, che viene tramandata di padre in figlio.
Abbiamo visitato il  Museo della Certosa dove i monaci, tra preghiere e silenzio, vivono una vita diversa da quella che conosciamo. Una scelta coraggiosa che prevede il distaccarsi per ritrovarsi.
Il viaggio prosegue e arriva a Mongiana al Museo delle Reali Ferriere dove Stella Lagrotteria ci racconta di un territorio ricco, pieno di risorse e di innovazione che forse oggi fatichiamo a riconoscere. La storia quindi vista da un’altra prospettiva.
Concludiamo nella chiesa di Maria Ss. dei Sette Dolori, dove i membri della Confraternita dell’Addolorata ci mostrano il significato dell’appartenenza ad una confraternita attraverso canti e riti.

Il tempo della natura..

Rallentiamo il respiro, sincronizziamo il fiato con il fruscio delle fronde degli alberi che ci sovrastano.
Chiudiamo gli occhi e catturiamo quest’istante assieme a tutte le sensazioni: il vento sul viso, il canto degli uccellini, il profumo della grigliata con la risata di Mimmo in sottofondo. Lo conserviamo in memoria per i momenti difficili che vi saranno, quando il tempo scorrerà veloce e sembrerà sfuggirci dalle mani.
Grazie a tutto il Reparto dei Carabinieri di Mongiana, in particolare al carabiniere Luigi Cavallaro per averci guidato alla scoperta di questo luogo incantato che ha il potere di riconnettere l’uomo con l’ambiente.
Grazie @associazionebrognaturonelcuore per averci accolto, viziato e riempito di cibo, racconti e risate.

Il tempo del riposo..

È tempo di staccare e lasciare che la mente vaghi. Il nostro sguardo si perde nell’orizzonte blu.
C’è chi abbandona le ciabatte per immergere i piedi nell’acqua fresca, chi invece si spalma la crema e rimane ben coperto sotto gli ombrelloni.
Un sorriso da orecchio a orecchio appare sul volto di una ragazza e i suoi occhi si perdono nel mare, sarà faticoso uscire da quelle onde.
Giordano si improvvisa insegnante di nuoto e aiuta alcuni ragazzi a nuotare a cagnolino o a mettersi a stella.
Sulla sabbia vi è l’abituale sfida a bocce, ormai appuntamento fisso che alcuni di noi attendono tutto l’anno.
In acqua partono delle agguerrite battaglie di spruzzi, accompagnate da urla.
Ci guardiamo e il pensiero comune è: “siamo belli tutti insieme”.
Facciamo tesoro di momenti come questi in cui la mente è libera dalle fatiche giornaliere.
Sono proprio questi i momenti che ci permettono di costruire nuovi pensieri e progetti.

Il tempo della solidarietà

Un incontro casuale quello avvenuto al Malferà Beach dove Carmensissi, presidente dell’associazione Artigianfamiglia, ci ha aperto le porte e ha dato la possibilità ai ragazzi di @bullonefondazione di raggiungere il mare grazie alle sedie Job e ad una passerella che avevano preparato solo per noi.
Carmensissi racconta la sua storia e rimaniamo increduli di essere incappati casualmente (se così si può dire) in una testimonianza tanto intensa.
Una storia di coraggio e grinta. Malgrado la malattia e gli ostacoli che ancora oggi Carmensissi e tutta l’associazione stanno affrontando, la loro forza di volontà non si ferma. Una lotta per rendere il mare e la spiaggia un bene di tutti e non solo per pochi privilegiati.
La comunità ha ascoltato le nostre storie. Casa di Deborah e Fondazione Bullone, unite grazie al prof. Lorenzo Carpanè che ha dato vita a questa connessione mettendoci in rete.
Questo viaggio è stato confronto con una realtà conosciuta per caso che ci ha trasmesso tanto, con una comunità parrocchiale viva che ci ha accolti ma anche un confronto con noi stessi, su ciò che possiamo fare per migliorare le cose, facendo rete insieme.

Il tempo dell’accoglienza

E’ tempo di rientrare a casa. Nostalgia e pienezza si mescolano dentro di noi. La nostalgia di partire per tornare ognuno alla propria vita, ma anche la pienezza di ciò che abbiamo vissuto insieme e che faremo fatica a raccontare. Molti di noi hanno già provato la sensazione di sentirsi stranieri, diversi e distanti chilometri dalla propria casa. Paura, spaesamento e tanta nostalgia. Invece qui, tra le terre calabresi, siamo entrati in una famiglia allargata. Siamo diventati nipoti di nonna Liliana, zia Carmela, zia Rita, zio Salvatore e tanti altri ancora che non ci hanno fatto mancare nulla. Una cura attraverso il cibo, gli incontri e i racconti.
Tutto si mescola e diventa calore, un affetto sincero che ci avvolge e ci unisce uno all’altro.
Torniamo a casa e non troviamo le parole per esprimere l’intensità delle esperienze vissute insieme.